Che genere di salute può generare un sito sulla “Salute di genere”? di Roberto Amici
Paolo Nori è uno splendido scrittore che nello scrivere e nel parlare ha demolito l’ordine che, alle elementari, ci veniva impartito: mai usare le ripetizioni delle parole. Eppure è un piacere leggere la sua prosa e le sue ripetizioni di parole (e ascoltare le sue presentazioni dei libri). Mi sono così divertito a ripetere parole, proprio in occasione di un bis della nostra Associazione “Qui salute donna”. Questo è infatti il bis, la nuova edizione, del nostro sito sulla salute di genere.
Comincia così la ri-nascita di una impresa: avere-dare sul web informazioni sulla salute di genere ma anche sulla sanità in generale e, con qualche presunzione forse, su come entrambe si intreccino, siano condizionate e condizionino la vita quotidiana dei cittadini.
Ma esiste davvero una salute di genere? Cioè esiste davvero una diversità delle malattie fra il genere femminile e quello maschile? E se sì, quali sono le cause biologiche che la determinano? E ci sono anche determinanti sociali, economici, culturali in gioco?
“Qui salute donna” ne è convinta, forte di un’ampia letteratura scientifica e di esperienze nazionali e internazionali. Ma, certo, la salute di genere è un sottoinsieme di un insieme più grande costituito dal sistema sociosanitario, a sua volta immerso nella società nel suo complesso.
Il sito aspira ad affrontare i temi indicati, a cercare risposte ai quesiti, a ragionare sui pregiudizi, a trovare dati e documenti autorevoli. Come? Studiando, raccogliendo materiali, mettendoli a disposizione dei visitatori, che naturalmente potranno lasciare commenti. Anche con delle “news” su temi di attualità.
E poi, niente affatto secondario, contando su Editoriali che saranno elaborati da esperti, che riteniamo di altissimo livello, i quali ci hanno cortesemente dato la loro disponibilità a scrivere per noi, ma soprattutto per chi vorrà accedere al nostro sito.
E ancora, avendo un rapporto privilegiato, di informazioni, di esperienze, di collaborazioni con realtà della vita associativa della Regione come il Gruppo Solidarietà (Grusol) e il Centro Papa Giovanni Formazione che hanno dato negli anni un contributo eccezionale alla solidarietà e alla crescita della consapevolezza e della coscienza civile fra i cittadini.
Roberto Amici