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Il “giallo” della Medicina Genere Specifica : Seconda puntata di Roberto Amici

Il sesso, la religione e la carriera delle donne. Sherlock Holmes al lavoro.

Beh, evocare Sherlock Holmes forse è un po’ troppo per un’“ indagine” sulla Medicina di genere, ma, certo, che l’emersione di essa sia stato un processo lento e difficile è un dato di fatto. Ricomincio dalla dr.ssa Bernardine Healy. Cosa c’entrano il sesso e la religione con questo personaggio? Andiamo con ordine. Intanto, lo si intuisce dalla foto, era una donna: genere femminile, dunque. Internista e cardiologa, è stata la prima donna a diventare (1991) Director dei prestigiosi National Institutes of health negli Stati Uniti: un fatto clamoroso, quasi come la prima donna a laurearsi in Medicina. Questione su cui ci sono dati interessanti. La prima in assoluto: Elizabeth Blackwell, inglese trapiantata negli Stati Uniti che si laurea nel 1849. E quale la prima in Italia? Ernestina Paper, nata a Odessa da famiglia ebraica russa, che si laurea a Firenze nel 1877. 

Ecco che, nella nostra indagine, cominciano ad emergere almeno 3 elementi. Il primo: il tempo necessario perché le donne potessero assumere ruoli prestigiosi nel mondo della medicina; il secondo: ovviamente, il genere dei personaggi; il terzo: la religione. E, per questa volta, sorvoliamo, sull’origine ucraino-russa del primo caso in Italia ed anche sull’evidente prestigio che, allora, l’Università italiana aveva. 

Cominciamo dal primo: il tempo. I National Institutes of Health nascono nel 1930: dunque, sono stati necessari 61 anni perché una donna ne diventasse Director. Ogni commento sarebbe superfluo.

 Il secondo: Le donne laureate in Medicina non sono mancate evidentemente e, sembra, hanno intrapreso questo lavoro ormai da secoli. Esistono, dunque, evidenze storiche che esse fossero capaci quanto il genere maschile. Eppure…. Maria Montessori si laurea in Medicina nel 1896 e, per farlo, deve vincere non poche resistenze. Non a caso, al lavoro da medico, affiancherà interventi per il riconoscimento dei diritti alla parità con l’altro sesso: non solo in campo scientifico, ma anche in campo politico. Oggi il numero di donne che, in Italia, si iscrivono alla facoltà di Medicina è superiore a quello degli uomini, ma anche il numero delle dottoresse professioniste è ormai superiore a quello degli uomini. Ci sarebbe da chiedersi: perché mai in passato l’ingresso alla professione medica è stato reso difficile per le donne? Non certo un motivo razionale. 

Il terzo: la religione. Bernardine Healy, come ricordato nella “puntata precedente”, finalmente si permette, forse anche per la prestigiosa carica raggiunta, di rivelare al mondo come la ricerca in Medicina abbia da sempre una gravissima colpa: aver sperimentato i farmaci solo sul sesso maschile, permettendo poi, una volta autorizzati, di somministrarli anche sul genere femminile. Senza avere la certezza della loro efficacia e sicurezza. Una colpa certo degli scienziati, ma anche, certissimamente, della Aziende produttrici dei farmaci. Non solo. Gli interventi chirurgici e i trattamenti medici risultavano, dai dati, essere effettuati in modo diverso fra i due sessi e penalizzante per le donne. E come la Healy chiama questo strano fenomeno? “Sindrome di Yentl”. Yentl è un personaggio di un racconto di Isaac Bashevis Singer (scrittore ebreo, premio Nobel nel 1978): è una ragazza che, per riuscire ad essere ammessa allo studio del Talmud nella scuola rabbinica, è costretta a travestirsi da uomo. Così, la dr.ssa Healy mette allo scoperto (e, credo, alla berlina) sia i pregiudizi religiosi che quelli sociali e l’evidente sopraffazione in entrambi sul genere femminile. E li collega, fra l’altro, alla scandalosa e antiscientifica prassi della sperimentazione solo sul sesso maschile. Che, anche grazie a lei, è ormai finita. 

Tutto a posto, dunque? E nel nostro mondo universitario e nella nostra normativa? Holmes è al lavoro e promette una terza puntata.

Commenti (1)

  • Luisella Tamagnini

    07 Gennaio 2026 at 22:28 |
    Aspetto la terza puntata con interesse. Bella questa seconda

    Rispondi

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