Attenzione, salviamo l'attenzione di Remo Appignanesi
Quante sono le attività che una azienda sanitaria gestisce ogni giorno?
Un’approssimazione non lontana dal vero corrisponde al numero di assistiti gestiti: ciascuno in qualche modo inserito in un percorso di prevenzione, cura, assistenza, ma anche di controllo e verifica. Per inciso: quei controlli e verifiche che impediscono l’avvio di pandemie globali nella corretta gestione del rapporto col mondo animale… ma nessuno porta mai i cioccolatini a chi si occupa di prevenzione perché, se funziona, non si vede.
A fronte di un numero elevatissimo di attività che assorbono completamente chi lavora in sanità diviene difficile preservare una visione prospettica del sistema che consenta la coerenza con principi guida e contrasti il rumore di fondo che deriva dalla complessità. In sintesi, un tempo di attenzione alla prospettiva per non rimanere ingabbiati nella routine.
Non è un discorso astratto perché facilmente quantificabile in termini di “tempo dedicato a” non gestire le attività ma progettare e innovare per rispondere sia ai bisogni che cambiano sia alle sfide che vengono dalla ricerca.
Nell'era digitale siamo costantemente bombardati da informazioni provenienti da molteplici fonti: social media, email, notizie online e molto altro: questo, specie nelle organizzazioni sanitarie, genera un sovraccarico di input che si aggiungono alla comunicazione col paziente che è parte essenziale.
Il questionario richiesto per l’adesione alla rete degli ospedali bollino rosa (esperienza positiva nel complesso ma non priva di aspetti critici per una certa tendenza alla promozione del consumo di prestazioni sanitarie) è un esempio di uno strumento che evidenzia la carenza di attenzione alle problematiche di genere che investono le organizzazioni sanitarie in modo profondo: quindi come preservare l’attenzione da dedicare alla visione e alla prospettiva?
La risposta è in realtà facile: significa dedicare tempo delle Conferenze dei Sindaci, dei Collegi di Direzione, dei Comitati di Dipartimento sino alla riunioni di Unità organizzativa per interrogarsi su come l’organizzazione si rapporta ai bisogni degli utenti e alla ricerca; significa mettere all’ordine del giorno queste tematiche per dedicare loro un tempo di riflessione nelle sedi che hanno un ruolo di decisione.
Eppure, non raramente non si sa cosa mettere all’ordine del giorno… questo è il segno non di disinteresse o superficialità ma della difficoltà di preservare dalla “routine” che nelle organizzazioni sanitarie che finisce per sovrastare tutto…
Proviamo ad affrontare tramite alcune parole chiave queste sfide del sistema per scoprire che in molti casi le azioni necessarie sono ben delineate e la mancanza di attenzione consente di non affrontare la sfida del cambiamento: medicina di genere, equità, accountability, tecnologie e salute, le sfide dell’intelligenza artificiale.
Remo Appignanesi