La prevenzione inizia presto: i primi giorni di vita di Rosita Gabbianelli
Il periodo nella vita in cui il nostro epigenoma risponde più prontamente è durante i primi 1000 giorni di vita cioè nel periodo dei nove mesi di vita intrauterina più i primi due anni della vita post-natale. Questo periodo della vita è noto come la “finestra di massima plasticità epigenetica”.
Che significa avere una “finestra di massima plasticità epigenetica”? Significa che con più facilità, in tempi brevi e in presenza di effettori ambientali “irrisori” per un adulto, è possibile modulare l’epigenoma rispetto a quanto potrebbe essere osservato al di fuori di questo periodo della vita.
Numerose evidenze scientifiche sono state ottenute dagli studi sui figli nati durante la carestia olandese del 1944, quando le madri, a causa dell’embargo delle provviste alimentari, ricevettero un apporto di nutrienti insufficiente e parte dei figli nati da tali madri malnutrite, svilupparono obesità e/o intolleranza al glucosio in età adulta. L’impatto della malnutrizione materna sulla salute della prole varia in relazione al trimestre di gravidanza; effetti più marcati si osservano se la malnutrizione materna si verifica nel primo trimestre, e in base al numero dei trimestri in cui la madre è malnutrita. Inoltre, effetti diversi sono stati osservati in relazione al genere della prole.
Le variazioni nel peso e nella risposta glicemica osservate nei figli di madri malnutrite durante la gravidanza, sono state associate ad un profilo di metilazione del DNA alterato a causa dall’insufficiente apporto di substrati per la sintesi dei gruppi metilici nella materna. Un basso o alto peso alla nascita è stato correlato a maggior rischio in obesità in età adulta, così come l’obesità materna e paterna influenzano il metiloma nei figli favorendo l’accumulo di peso.
Perché il neonato sottopeso è più a rischio di obesità? L’ipotesi più accreditata è quella del “fenotipo risparmiatore” ("thrifty phenotype"); il feto in caso di carenza di nutrienti sviluppa un meccanismo di adattamento atto a permettere la sopravvivenza anche in caso di deficit alimentare. Alla nascita si osserva pertanto un basso peso (<2.5 kg). Se in questa condizione viene fornito al neonato un apporto di cibo come ad un normopeso, questo risulterà eccessivo per il neonato favorendo lo sviluppo del fenotipo obeso. Ecco che seguire le indicazioni del pediatra per ottimizzare l’apporto nutrizionale del neonato è di fondamentale importanza per la sua salute.
Può una nutrizione postnatale salutare contrastare i danni indotti dalla malnutrizione prenatale? Si, se il bambino riceve una corretta alimentazione postnatale è possibile modulare opportunamente il proprio epigenoma visto che si trova in questa “finestra di massima plasticità epigenetica”. Oggi grazie agli studi preclinici è stato osservato che possiamo contrastare queste alterazioni se nel periodo postnatale il bambino è nutrito correttamente! E’ stato infatti dimostrato che il periodo post-natale risulta più efficace nel contrastare l’aumento di peso dovuto ad un apporto calorico eccessivo nell’età prenatale.
Cosa significa quindi una nutrizione salutare postnatale? Significa ad esempio ricevere per almeno tre mesi latte materno. L’allattamento permette di modulare i geni che controllano il peso corporeo e ridurre il rischio di sovrappeso e obesità all’età di 5-7 anni. I bambini allattati con latte materno hanno una ottimale metilazione nei geni che controllano il peso corporeo. Inoltre, i benefici del latte materno si osservano in un ridotto livello di mediatori dell’infiammazione in età adulta e un migliore controllo pressorio.
Ci sono altre opportunità per migliorare la nostra salute a partire dalla nascita? Si, tra i benefici acquisibili occorre menzionare anche la nascita via canale vaginale, perché a differenza di quella via cesareo permette al feto di ricevere il microbiota della madre favorendo una migliore maturazione del microbiota intestinale del neonatə. Un microbiota maturo, in un soggetto ben alimentato con la giusta e varia distribuzione di fibre alimentari, produrrà metaboliti (acidi grassi a corta catena) utili a regolare correttamente le risposte epigenetiche nelle cellule del colon, impattando positivamente la salute sistemica.
Il consumo di cibo in età adolescenziale può avere un impatto sulla salute dei futuri nipoti? Come la nutrizione della madre e del padre può influenzare la salute dei figli? Le risposte nel prossimo editoriale.